Nato a Parigi il 7 giugno 1848, da bambino trascorre sei anni in Perù, a Lima con la famiglia.
Tornato in Francia, ad Orléans, vi compie studi regolari, poi, nel 1865, si imbarca su una nave da carico.
Dopo il servizio militare, entra nella agenzia di cambio Bertin, dimostra buon fiuto negli affari e, nel 1873, sposa una fanciulla danese, Mette-Sophie Gad.
Nei giorni liberi dal lavoro, dipinge in compagnia del collega Emile Schuffenecker.
nel '76 un suo quadro è accolto al Salon e, dal 1880 in poi, partecipa a tutte le mostre del gruppo impressionista.
Ormai si sente al bivio tra impiego e pittura, ma non ha dubbi sulla strada da scegliere : all'inizio del 1883, senza nemmeno informare la moglie della decisione, lascia l'impiego, ormai divorato dall'esclusivo desiderio, quasi folle, di dipingere.
E per realizzare la la sua vocazione passa sopra a tutto: alla famiglia, che abbandona a Copenaghen dopo un infelice tentativo di conciliare in quella città l'attività commerciale con quella artistica, alla miseria, alla incomprensione del pubblico, che ride del suo lavoro, alla malattia .
Dopo essere stato a Rouen e a Copenaghen, torna in Francia nel giugno del 1885 e inizia i suoi frequenti spostamenti tra Parigi e la Bretagna.
Qui stringe amicizia col giovane pittore Charles Laval, assieme al quale tenta la prima fuga dalla civiltà: partono nell'aprile del 1887 per Panama, poi passano alla Martinica, ma nel novembre, ammalati e avviliti, sono di nuovo a Parigi senza un soldo.
Ad aiutare Gauguin è il buon Schuffenecker, che lo ospita a Parigi, dove Gauguin entra in rapporto con i fratelli Van Gogh, che sono entusiasti del suo lavoro: e nella galleria diretta da Théo Van Gogh tiene una mostra nel 1888, senza alcun successo commerciale, mentre di nuovo si stabilisce in Bretagna a Pont-Aven e qui dipinge, scolpisce, fa ceramiche, circondato da un gruppo di pittori tra i quali vi sono il giovane Bernard, Laval, De Haan e Sérusier.
Dopo un soggiorno ad Arles con Van Gogh, conclusosi in modo drammatico, ripara a Parigi presso l'amico Schuffenecker e riparte per la Bretagna: la mostra al Caffè Volpini nel 1889, è un nuovo fiasco, ma le sue ricerche suscitano interesse nei giovani pittori e nella critica.
Alla fine del 1890 è a Parigi, diventa un frequentatore abituale delle riunioni simboliste al Caffè Voltaire e stringe amicizia con Mallarmé, Aurier, Morice, Redon, Carriére, i pittori Nabis, Mirbeau.
Nel 1891 l'artista ha ormai deciso di lasciare la Francia per tentare l'avventura dei Tropici: il primo soggiorno a Tahiti non è lungo né felice, eppure Gauguin non può più fare a meno di quel clima, di quell'ambiente naturale, di quella libertà.
A Parigi, dove sta di nuovo dall'agosto del '93 al febbraio del '95, non ha che delusioni: la mostra da Duran-Ruel non va, la vendita all'asta è un disastro, la visita alla moglie, a Copenaghen, non porta a niente, i soldi dell'eredità dello zio si volatilizzanonelle sue mani, Annah la Giavanese, sua amica, lo lascia e saccheggia lo studio.
Così Gauguin si imbarca per Tahiti all'inizio del 1895 per non fare più ritorno in Francia.
Solo e sofferente tenta il suicidio nel 1898.
In seguito a noie con le autorità dell'isola, abbandona Tahiti per rifugiarsi nel 1901 alle Marquesas nell'isola Dominique; dove, gravemente ammalato, per un attimo pensa perfino di tornare in Francia.
Anche le autorità delle Marquesas sentono il pericolo della presenza di questo bianco che difende gli indigeni e, nel marzo 1903 lo condannano a tre mesi di carcere.
E' la fine.
Vinto da queste preoccupazioni, divorato dalla malattia, consolato solo dalle parole umane del pastore protestante Vernier, la vita di Paul Gauguin si spegne l'8 maggio del 1903.

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